NotizieTutti gli ArticoliI sindaci delle Madonie dicono no ai rifiuti radioattivi. Lapunzina: “E’ un qualcosa di inaccettabile”

Redazione2 settimane ago5 min

Con la notizia di ieri che prevede quattro aree in Sicilia potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nucleare nazionale, i sindaci dei Comuni madoniti e la Regione si sono ribellati a questa scelta da parte del Governo Centrale. Nelle ultime ore, è stato elaborato dalla Società di gestione degli impianti nucleari e poi validato da Isin e Ispra e dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Nella Carta figurano 4 territori siciliani, ovvero la zona delle Madonie fra Castellana Sicula e Petralia Sottana, Trapani, Calatafimi-Segesta e Butera.  Successivamente ci sarà una fase di consultazione pubblica, della durata di 60 giorni, in cui muovere obiezioni.

I sindaci di Castella Sicula e Petralia Sottana, con il sostegno di tutti i sindaci e presidenti dei consigli dell’Unione Madonie, si opporranno con tutte le loro forze ad ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio di un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

A dire la sua è anche il Sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, che ha apertamente affermato la sua contrarietà a tale decisione:

La Sicilia e le Madonie non possono essere il deposito di rifiuti nucleari.
Come Sindaco di una delle più importanti mete turistiche dell’isola, come madonita e come siciliano non posso accettare neanche l’idea che le Madonie siano state individuate come sito di stoccaggio di rifiuti nucleari.
Nessuna discarica di materiali radioattivi dovrà sorgere nei nostri territori.
Trovo incredibile che, nel pieno di una terribile pandemia che ogni giorno continua a mietere vittime, nonché della più grave crisi sociale ed economica che stiamo attraversando dalla Seconda Guerra mondiale, si possa soltanto lontanamente immaginare di mettere ulteriormente a rischio la salute dei cittadini e di prostrare, forse definitivamente, le ipotesi di sviluppo del territorio madonita, con danni irreparabili anche al turismo che è il principale volano di sviluppo economico della nostra terra.
Mi sembra farsesco che, mentre in Parlamento si discute la Legge sulle Zone Franche Montane, che dovrebbe contrastare lo spopolamento delle aree interne, si possa anche solo ipotizzare la realizzazione di discariche nucleari negli stessi territori.
Certo di interpretare la volontà unanime delle civiche istituzioni e dell’intera comunità cefaludese, ho fornito la disponibilità a partecipare a un coordinamento di tutte le realtà istituzionali del territorio per dare vita ad un fronte unito e scongiurare la scellerata ipotesi di fare delle Madonie una pattumiera atomica.

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