EventiMadonie & dintorniNotizieSlide principale homeTutti gli ArticoliIl Vescovo di Cefalù Mons. Giuseppe Marciante: Apriamo le porte della Cultura

Katia Culotta3 mesi ago7 min

Nella giornata di oggi, sabato 9 marzo 2019, presso il complesso dell’ex monastero di San Domenico a Cefalù, si è tenuto il Convegno Diocesano La Parola resa visibile dalla Bellezza e dalla Speranza, il Parco Culturale Ecclesiale a cura del Servizio Pastorale Turismo, Sport, Tempo Libero e Apostolato del Mare guidato da Mons. Rosario Dispenza. Un’importante occasione di incontro per la collettività cefaludese, con la presenza dei sindaci e di diverse associazioni culturali del comprensorio madonita che hanno partecipato numerose. L’obbiettivo principale del Convegno, al quale ha presieduto il Vescovo di Cefalù S.E. Mons. Giuseppe Marciante, è stato quello di presentare alla comunità del comprensorio madonita facente parte della Diocesi di Cefalù, un progetto di apertura culturale e promozione delle bellezze artistiche del nostro territorio.

Le Porte della Cultura rappresentano la possibilità, per la nostra città e per tutti i paesi limitrofi, di poter divulgare la bellezza racchiusa all’interno dei beni ecclesiastici, una bellezza che non sempre risulta fruibile ai visitatori. Il fatto di poter progettare dei percorsi culturali all’interno del comprensorio, implica una conoscenza approfondita di quelle che sono le ricchezze presenti, nonché lo studio e la divulgazione di un patrimonio culturale, materiale ed immateriale, che sta alla base della collettività e ad essa appartiene. Il Vescovo S.E. Mons. Giuseppe Marciante, durante il suo intervento, ha parlato di come sia importante per una città come Cefalù poter effettivamente rendere accessibili luoghi che ad oggi non sono a piena disposizione dei cittadini e per realizzare questo grande progetto di apertura, la Diocesi di Cefalù si adopererà al fine di rendere tutto questo davvero possibile.

Successivamente l’intervento del Vescovo di Acireale Mons. Antonino Raspanti ha ripercorso il possibile sviluppo del progetto, la cui costante deve essere rintracciata in una maniera alternativa di ‘fare turismo’, rendere fruibili i beni ecclesiastici significa dapprima valorizzare le città che devono ospitare tali percorsi di fruizione, significa non fermarsi alla ristrutturazione architettonica di un bene ma imparare a prendersene cura attraverso il suo corretto utilizzo da parte dei visitatori. Quest’ultimi sono da rintracciare in figure consapevoli e attente, consapevolezza che si esprime nell’essere consci di ricevere in eredità un bene, accettare tale eredità come patrimonio donato a Noi comunità, abbracciare con coraggio la scelta di farci carico della preziosa e affascinante esperienza che è quella di salvaguardia dei beni. Fruizione di un bene non è dunque soltanto la sua apertura al pubblico, è un legame profondo che deve spronarci a fare qualcosa per rendere l’esperienza stessa generatrice di nuovo Valore, curando ciò che orbita attorno ad un bene, curare quindi la città tutta, l’ambiente circostante. Si è evidenziato altresì come le innumerevoli bellezze artistiche e culturali, che oggi proliferano in abbondanza sul nostro territorio, abbiano in realtà tutte un unico comune denominatore, una sorta di energia spirituale che ha fatto si che esse potessero essere pensate, volute, costruite e messe a disposizione dei posteri, per arricchire oggi i nostri paesaggi, le nostre piazze, le nostre vite.

Il Vescovo S.E. Mons. Giuseppe Marciante ha concluso il convengo ponendo l’accento su di un’importante tematica che sta alla base dello sviluppo del progetto. La creazione di una rete tra tutti i comuni della diocesi di Cefalù deve essere occasione di sviluppo per tutte quelle piccole realtà che spesso vengono dimenticate, o forse meglio dire oscurate, dalle realtà più in vista del comprensorio. Progettare un Parco Religioso significa, in questo senso, creare una sinergia tra tutti comuni presenti, valorizzando le risorse di ognuno, promuovendone le tradizioni, gli usi e i costumi, integrando un percorso che sia in grado di coinvolgere sullo stesso piano le esperienze religiose e gli stili di vita, l’ambiente e il territorio con la storia e l’architettura. Un piano che si basa, dunque, su una strategia coordinata di azioni, volte a creare un cammino di bellezza che non si ferma al turismo, ma travalica tali confini per arrivare a coinvolgere in primis le collettività di appartenenza, perché esse possano sentirsi parte integrante di questo percorso.

Durante il convegno sono intervenuti molti sindaci del comprensorio madonita presenti in sala, per dare un contributo alla realizzazione concreta del progetto, presenti le associazioni Pro Loco di Cefalù, Lascari e la Presidente dell’Unpli provinciale di Palermo Santina Costantino.

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