CalcioSportTutti gli ArticoliUn sistema che non funziona: dopo Cephaledium e Geraci, anche altre squadre “perdono” il loro titolo

Redazione2 mesi ago8 min

Il Covid-19 ha colpito pesantemente lo sport che, togliendo la Serie A di Calcio, ha avuto non poche difficoltà nel ripartire. Per quanto è arrivato da poco l’atteso ok da parte del Governo per la ripresa delle attività del calcio dilettantistico e giovanile (clicca qui) predisposto dalla FIGC, con il quale si pongono le basi per la ripresa di tutti i campionati e tornei svolti sul territorio nazionale, comprese le attività di calcio femminile, futsal, beach soccer e calcio paralimpico e sperimentale, i dilettanti sono quelli che hanno ricevuto più danni.

La scorsa settimana, vi abbiamo scritto come Geraci e Cephaledium non siano riuscite ad iscriversi al campionato di Eccellenza e di come i gialloneri, abbiano deciso “per protesta” di non partecipare a nessun campionato, per concentrarsi sul settore giovanile. Scelta difficile da digerire che ha lasciato l’amaro in bocca a molti tifosi, eppure durante la scorsa settimana, il calcio dilettantistico siciliano ha perso, per le stesse ragioni, molti protagonisti della futura stagione.

Come i gialloneri e i blaugrana, molte società si erano iniziate a muovere per la stagione 2020/21, alcune delle quali avevano anche iniziato la preparazione atletica in vista del nuovo torneo, prendendo anche giocatori di spessore per organizzarsi al meglio e puntare al salto di categoria ma, all’uscita dei calendari, è arrivata la doccia fredda. In Promozione, infatti, a pagare questa strana situazione è stata l’Acquedolcese e il San Fratello. Le due compagini messinesi si erano già mosse in largo anticipo sul mercato, con la prima che, dopo aver sperato in un possibile ripescaggio in Eccellenza, aveva già acquistato elementi del calibro di Tindaro Calabrese, Rosario Iuculano, Carlo Aiello, Marco Lima per un totale di quindici volti nuovi. La seconda, dopo la grande cavalcata che l’ha vista dominare in Prima Categoria e conquistare la Promozione, aveva già preparato l’organico per una stagione tranquilla. Eppure…

La spiegazione più concreta l’ha data la società biancoverde nel comunicato scritto subito dopo la scoperta dell’esclusione al torneo:
“E, sebbene, il termine del 7 agosto fosse considerato perentorio, è bene precisare che la LND ha da sempre concesso un termine di quindici giorni per saldare le posizioni debitorie tramite lo strumento dell’incasso coattivo e non si comprende perché tale termine non possa essere concesso soprattutto in una stagione così particolare in ragione della gravissima epidemia che ha colpito il nostro Paese e messo in ginocchio l’economia locale.”

Parliamo di cifre: un campionato di Promozione può costare ad una società dai 40.000 euro in su. Una cifra che, con una situazione di crisi che sta colpendo tutta Italia, diventa importante su tanti aspetti….per non parlare del campionato di Eccellenza e di tutte le sue spese. Se poi prendiamo in considerazione una Cephaledium (per esempio) che come unica fonte di guadagno avrebbe lo stadio, che risulta inagibile da 2 anni, iniziano sempre più a pesare gli anni di iscrizione ai campionati LND (considerando anche i campionati giovanili).

OVVIAMENTE ciò non può scagionare del tutto le società che hanno diritti e doveri nei confronti del Lega Nazionali Dilettanti, eppure queste esclusioni sanno pesantemente di beffa. OVVIAMENTE ci sono delle date di scadenza da dover rispettare e i “quindici giorni per saldare le posizioni debitorie” non sono una scusante che permette di giustificare l’inadempienza economica ma perchè non penalizzare le squadre con altri metodi (punti in classifica per esempio) piuttosto che rovinare intere stagioni e sprecare il lavoro di anni?
La decisione più drastica, al momento, sembra che l’abbia presa la squadra normanna non si iscriverà a nessun campionato, prendendosi (ci si augura) un anno sabatico dalle attività agonistiche, concentrandosi sul settore giovanile. Il Geraci farà ricorso, con la speranza di iscriversi in Eccellenza. Per le due squadre messinesi invece, si prospettano altri scenari, con l’Acquedolcese che ha formalizzato la fusione con il Rocca di Caprileone rimanendo, così, in Promozione; il San Fratello, invece, con le poche speranze rimaste, ripartirà con l’organigramma attuale dalla prima categoria.

Giustizia sportiva o meno, decisioni del genere, tagliano le gambe: dopo anni di investimenti trovarsi in una situazione del genere sarebbe difficile da digerire a chiunque. Trovarsi esclusi per dei cavilli tecnici che, paradossalmente, non sarebbero dovuti esistere a priori, rende la situazione ancor più difficile da digerire dalle varie società che, per motivi diversi, avevano la sicurezza di un “paracadute” che quest’anno non si è aperto.
Lo sport è di chi lo ama…e non può girare tutto attorno al “dio denaro”

 

 

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